Alleniamoci a cambiare: Parte 1

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Facciamo Shake-Up del concetto di Comfort Zone

Comfort Zone Shake-Up è un invito a ristrutturare il modo in cui guardiamo e affrontiamo il cambiamento. Come vi ho raccontato, il mio personale processo di riflessione, studio e ricerca ruota intorno ad una domanda: ma è possibile essere più preparati a cambiare? È possibile allenarci a cambiare?

Beh naturalmente per me a questo punto la risposta non può che essere positiva. Ed è con tutta la mia energia, passione ed entusiasmo per un tema così affascinante che condivido il mio pensiero in due puntate. Sono infatti due i temi che ho individuato quando ti tratta di fare Shake-Up. Proviamo a rifletterci insieme.

Abbiamo parlato di Shake-Up – che significa provare a riorganizzare, rinnovare, cambiare, migliorare la nostra vita. Ma cosa intendo con l’unione di Comfort Zone e Shake-Up? Cosa significa Comfort Zone Shake-Up? Quali sono le due aree su cui credo sia fondamentale iniziare a ragionare? Nel mio percorso ad oggi ne ho identificate due:

  1. Fare Shake-Up del tradizionale concetto di Comfort Zone
  2. Fare Shake-Up della nostra Comfort Zone

In questo articolo vi parlo di come affiancare al concetto tradizionale di Comfort Zone, un nuovo modo di pensare e abbracciare il cambiamento. Un nuovo modo di parlare di Comfort Zone.

Il Cambiamento è inevitabile

Sembra una frase fatta. Una di quelle dal significato più grande di noi. Una di quelle che tendiamo a dismettere magari pensando “Chissà poi se sia vero. E poi anche se lo fosse, non credo mi riguardi. Io sto bene così. Io non devo cambiare niente.”  Chi non ha avuto almeno una volta un pensiero del genere? Siamo esseri unici nelle nostre peculiarità ma quello descritto può essere un atteggiamento abbastanza comune.

Se ci pensate però noi – tutti noi – cambiamo costantemente. Cambia il nostro corpo, impercettibilmente, giorno dopo giorno, cambia la nostra mente, e cambiano le nostre esigenze, i nostri sogni. Attraversiamo fasi della vita anche molto diverse in cui ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che vogliamo evolvono nella scala delle nostre priorità (non di quelle di qualcun altro parlo proprio della scala delle nostre priorità!).

Io nel mio piccolo, mi sento in costante ricerca ed evoluzione e proprio recentemente ho trovato una frase che cattura il mio pensiero meglio di come posso aver fatto con tante parole finora. È del filosofo Henri Bergson, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1927.

“Esistere è cambiare. Cambiare è maturare. Maturare è andare avanti creando se stessi continuamente.”

“To extist is to change, to change is to mature, to mature is to go on creating oneself endlessly.” 

L’idea di creare e ricreare se stessi endlessly – continuamente – è proprio l’affascinante cuore del mio progetto.

La metafora della Comfort Zone

Pensare e parlare di cambiamento mi fa venire in mente una metafora: quella della Zona di Comfort.

Wikipedia definisce la Zona di Comfort come:

Una condizione mentale nella quale una persona prova un senso di familiarità, si sente a suo agio e nel pieno controllo della situazione, senza sperimentare alcuna forma di stress e ansia.”

Ho marcato alcune parole che considero importanti in questa definizione di Wikipedia: familiarità, agio, controllo; ma anche ansia e stress.

L’impatto sulle nostre vite di un mondo che sta cambiando alla velocità e con una portata come mai prima d’ora, sta causando un incremento preoccupante di ansia e stress. Dati e recenti ricerche dipingono un quadro a dir poco preoccupante e che non risparmia nessuna fascia di età, in particolare adolescenti e più in generale i giovani.

Le nuove tecnologie, il digitale, il mondo dei social media stanno avendo un impatto dirompente sulle nostre vite, su come investiamo il nostro tempo, su come viviamo le nostre esperienze e pongono quesiti importanti sull’etica dei nostri comportamenti online.

Dinamiche di cambiamento esterne si intrecciano con dinamiche di cambiamento interne – più intime – e influenzano quel senso di familiarità, agio e controllo su cui si fondano le nostre varie Zone di Comfort.

Per quanto mi riguarda, non è in una caccia alle streghe che metta al bando qualsiasi innovazione e più in generale il nuovo, che credo troveremo la “soluzione ai nostri mali”.

Se ci pensate, quando ci troviamo in situazioni nuove o a contatto con chi o cosa non conosciamo ancora, il primo istinto può essere quello di fare push back di cercare di respingere. Che si parli di digitale o di vita reale, ne abbiamo esempi quotidiani.

È proprio in questi casi che credo sia fondamentale fermarsi a riflettere, cercare di capire meglio, confrontarsi, parlare, leggere, studiare, provocare, chiedere supporto ad amici, parenti o anche perché no a sconosciuti.

In questi casi è cruciale investire su noi stessi, per provare a ristabilire un minimo di controllo sulla nostra vita. È importante affrontare il nuovo con un’attitudine mentale positiva, abbracciando e non respingendo il cambiamento. Penso allora che possa essere utile fare shake-up (ristrutturare) alcuni ingredienti che compongono la nostra esistenza.

Dopo questa regressione che getta le basi per riflessioni su ingredienti importati della nostra vita, torniamo alle prima delle aree su cui credo sia fondamentale iniziare a ragionare.

Fare Shake-Up del tradizionale concetto di Comfort Zone

Il concetto di Zona di Comfort – o Comfort Zone – associato al cambiamento è ormai abbastanza comune. L’uso che se ne fa è quasi esclusivamente legato ad espressioni quali “La vita inizia fuori dalla Zona di Comfort” o ancora “La magia (nella nostra vita) avviene fuori dalla nostra Zona di Comfort.”

Immagini rappresentative di questa accezione evocano paesaggi da sogno, grandi imprese, pesci rossi che saltano dal proprio piccolo acquario ad uno più grande.

Non ho nulla in contrario con tutto ciò e mi piace chiarirlo fin da subito. Sono una sostenitrice della possibilità, opportunità, necessità di saltare fuori dalla propria Zona di Comfort. Nella mia vita l’ho sperimentato con trasferimenti vari e in mille altri modi (non credo tra l’atro che sia necessario trasferirsi per “saltare”). Credo semplicemente che esista anche un altro modo di guardare al cambiamento che emerge da queste considerazioni.

Quando pensiamo di saltare fuori da una delle nostre Zone di Comfort, possiamo identificare un prima e un dopo il salto.

Il prima del salto può essere breve, quando siamo chiamati a reagire di fronte ad un cambiamento improvviso o può interessare lungo, quando si tratta di maturare l’idea di cambiare.

In questo caso l’investimento in termini di risorse, tempo, dedizione, può essere impegnativo. Spesso l’idea di voler cambiare qualcosa nella nostra vita e l’arrivare a farlo possono richiedere anche molto tempo e si corre il rischio di limitare il numero dei salti.

Il dopo può essere difficile da gestire nonostante tutta la preparazione fatta prima del salto. Ansia, stress e desideri di rinuncia possono caratterizzare questa fase spesso difficile. Mi viene in mente il classico detto “Hai voluto la bicicletta… ora pedali!”

Ed eccoci qui al “pedali.” Ecco che ritorna la domanda iniziale: è possibile allenarci a cambiare? Si perché pedalare è bellissimo e lo è ancora di più con il giusto allenamento.

Un altro modo di approcciare il cambiamento

Come accennavo prima, può esistere anche un altro modo di guardare al cambiamento, un altro modo di parlare di Zona di Comfort senza necessariamente pensare di saltarne fuori. Ecco perché parlo di Shake-Up. Ecco perché dico che possiamo ristrutturare il concetto di Comfort Zone e affiancare un nuovo approccio: quello dell’espansione.

La nostra vita è fatta di secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni. La nostra vita è fatta di micro momenti, micro decisioni, micro azioni che possiamo utilizzare per espandere la nostra Zona di Comfort.

Perché invece di concentrarci solamente su macro obiettivi e grandi cambiamenti, non iniziamo anche a vivere il quotidiano in modo più consapevole, dando valore alle piccole cose, ai piccoli istanti che compongono la nostra vita?

Perché non usare l’idea di micro – un micro passo, un micro gesto, una micro azione – per allenare noi stessi a cambiare e ad abbracciare il cambiamento?

Perché non dare il via ad un processo dal quale imparare, crescere, espandere la nostra Comfort Zone mantenendo il nostro tanto amato senso di familiarità e controllo?

Perché non provare a mitigare quel senso di ansia e stress legati ai rapidi cambiamenti della nostra vita e minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, costruire la nostra resilienza, imparare ad abbracciare il cambiamento, e vivere al meglio ogni attimo della nostra vita?

Fare shake-up del tradizionale concetto di Comfort Zone significa pensare di espanderla e credere che:

“La nostra vita inizia dentro la nostra Zona di Comfort.”

E cosa significa fare Shake-Up della nostra Comfort Zone? Ne parleremo nel prossimo articolo 😉

Photo by Ali Beilankouhi on Unsplash


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