Alleniamoci a cambiare: Parte 2

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Facciamo Shake-Up della nostra Comfort Zone

Nella prima puntata del mio alleniamoci a cambiare, vi ho parlato di che cosa significhi per me fare shake-up del tradizionale concetto di Comfort Zone. Espandere le nostre varie Zone di Comfort partendo dal micro (momenti, passi, gesti, etc.) anziché pensare soltanto di saltare fuori. In questo articolo vediamo cosa intendo quando parlo di fare Shake-Up della nostra Comfort Zone.

Io credo fermamente che ognuno di noi abbia la possibilità e in un certo senso anche la responsabilità di plasmare, creare e ricreare la propria vita. E credo anche che nel far questo abbiamo più controllo di quanto crediamo di avere.

Siamo essere unici nella nostra individualità

Non esistono regole universali quando si parla di cambiamento e di crescita personale. Non esiste una soluzione valida per tutti un one-size-fits-all approach come dicono qui in America.

Lo vedo continuamente con quello che condivido con questo progetto. Parlo di argomenti in cui credo molto e che in qualche modo mi hanno aiutata, ispirata, fatta riflettere e crescere. Il livello di gradimento, interazione e accettazione dei vari articoli e post è ogni volta diverso e questo è molto affascinante perché rispecchia le nostre differenze. Mi aiuta a cercare di non cadere in banalizzazioni o nell’errore di voler insegnare qualcosa a qualcuno perché questo non è per niente il mio obiettivo.

Il mio scopo è quello di condividere cosa ho trovato rilevante nel mio percorso di crescita, in base alle mie esigenze, alla mia personalità, ai miei obiettivi, al mio “IO”, che per definizione è diverso da quello di ogni altra persona su questo pianeta, perché magari possa essere di ispirazione a qualcuno nel cercare la propria via.

Forse per deformazione professionale – nel mio lavoro investo molto tempo studiando e creando strategie – mi sono appassionata all’idea di sistematizzare le mie ricerche ciò che ho imparato e che continuo ad imparare, ciò che sperimento leggo, studio e vivo, in uno schema, in un framework. E il framework di Comfort Zone Shake-Up è proprio ciò che sto componendo pezzettino per pezzettino con lo scopo di fornire una linea guida e una lista di ingredienti.

Affido al lettore il compito di decidere se e come usare la struttura che propongo e i suoi ingredienti per lavorare su se stesso e sulla propria crescita personale. Come per il milk-shake di cui ho parlato, ognuno di noi ha la propria personale lista degli ingredienti, le proprie dosi e la propria ricetta. Prendete ciò che sentite anche vostro e usatelo magari come punto di partenza per scoprire altro e trovare la vostra via.

Fatta questa premessa importantissima, vediamo cosa intendo quando parlo di fare shake-up della nostra Comfort Zone. Distinguiamo innanzi tutto il COME dal COSA (c’è una profonda differenza!).

  1. COME espandere la nostra Comfort Zone
  2. COSA fare

Come espandere la nostra Comfort Zone

Il come rappresenta un po’ il gettare le basi creando la giusta mentalità. Espandere la nostra Comfort Zone significa:

  1. Partire da noi stessi
  2. Conoscere le nostre varie Zone di Comfort
  3. Trovare il nostro WOW

Come per “Start with WHY” che ha influenzato e continua ad influenzare il mio pensiero, l’ordine in cui questi tre momenti sono elencati è fondamentale. Il punto di partenza siamo noi.

Partire da noi stessi significa iniziare un percorso alla scoperta o riscoperta di noi stessi. Significa riflettere e ragionare sulla nostra identità, su chi siamo, da dove veniamo. Significa perché no anche fermarsi, chiudere gli occhi e ripercorrere momenti importanti della nostra vita. Ognuno di noi ha una propria storia, una famiglia, amici, relazioni che hanno contribuito a forgiare chi è. Significa anche riflettere sui nostri desideri sui nostri sogni che nel tempo possono essere – e saranno sicuramente – cambiati e va bene così. Significa riflettere sulle nostre passioni, su ciò che ci rende vivi, su ciò che accende il nostro fuoco interiore.

Spesso nella frenesia della routine quotidiana rischiamo di andare avanti per inerzia e di non soffermarci abbastanza ad ascoltare proprio noi stessi. Siamo esseri in costante cambiamento, e prenderne atto, osservarci per riconoscere cosa sta accadendo è il più bel regalo che possiamo farci.

Conoscere le nostre varie Zone di Comfort significa realizzare che alcuni nostri comportamenti e alcuni nostri modi di pensare, rischiano più di essere il risultato di una quotidianità a cui molto spesso non diamo il valore che merita piuttosto che il risultato di un minimo di controllo che possiamo avere sulla nostra vita. Significa osservare con occhi nuovi noi stessi e il mondo che ci circonda. Significa realizzare che ogni occasione può racchiudere la giusta opportunità per imparare, per crescere e per evolvere.

Trovare il nostro WOW significa mettere a fuoco, scoprire, ridefinire la nostra definizione di successo. Uso la parola successo in un senso molto ampio di affermazione personale e professionale. L’idea di esprimere tutto questo con WOW è nata da un commento ad uno dei miei post su Facebook e ne ho visto subito il potenziale. WOW ha l’abilità di contenere qualsiasi definizione di successo che nasca dalle nostre enormi differenze e dalla nostra individualità. Per qualcuno può rappresentare la famiglia, per altri un buon lavoro, per altri ancora ritirarsi in campagna. Non c’è alcun giudizio di valore, riguarda la parte più personale di ognuno di noi.

Abbiamo accennato al COME – ne continueremo a parlare molto considerando che ogni elemento che ho citato racchiude mondi interessantissimi.

È tempo ora di passare al COSA fare.

Cosa fare per espandere la nostra Comfort Zone

Il cosa significa passare all’azione. Espandere la nostra Comfort Zone significa:

  1. Ristrutturare (fare Shake-Up )
  2. Fare pratica (tanta pratica!)
  3. Crescere

Potete pensare al COSA fare come ad un vero e proprio piano d’azione – un action plan che naturalmente dovrebbe arrivare dopo la profonda riflessione sul COME.

In quest’ottica, ristrutturare significa mettersi in discussione, iniziare – o magari continuare – a farsi molte domande, a non prendere tutto troppo sul serio, a non dare per scontato che la realtà che conosciamo e che ci è familiare, il modo in cui viviamo e approcciamo la nostra vita sia la sola opzione che abbiamo o il solo modo in cui il mondo “funziona”.

Significa cercare di aprirsi al nuovo, al diverso, a ciò che non conosciamo ancora e farlo con attitudine positiva, con sana curiosità, senza giudizio e con una genuina voglia di imparare qualcosa di diverso.

Se ristrutturare ci può porre di fronte al nuovo e al diverso, fare pratica significa cimentarsi in qualcosa di nuovo. E se è vero che parlo di framework e non di regole, parte integrante del cosa fare è partire dal micro: scomporre, destrutturare, ridurre al minimo. Parliamo di micro gesti, micro azioni, micro momenti. Parte integrante del framework è anche provare, riprovare, e provare ancora. Non tutte le ciambelle vengono con il buco almeno non la prima, la seconda o la terza volta e va bene così. Significa solamente che non ci siamo ancora ma che con tenacia, grinta, e con la giusta mentalità di crescita (ne parleremo molto!) miglioreremo.

Ed eccoci arrivati al crescere. Crescere è fa parte della natura umana. La rappresentazione più evidente è nei bambini, negli adolescenti, nei giovani, e … in tutti noi. Molto spesso, troppo spesso, consciamente o inconsciamente ce ne dimentichiamo. Molto spesso, troppo spesso cediamo alle comodità, agli schemi, al controllo di ciò che conosciamo.

Il mio augurio è che dal COME e dal COSA fatto di Shake-Up e di pratica si inneschi, si riaccenda o si rinforzi quel meccanismo così naturale di crescita. Ciò che mi appassiona di più è pensare che lavorare su se stessi sia solo il primo passo. Stare bene con se stessi può contagiare chi ci sta accanto. Chiamatemi pure Pollianna ma stare bene con se stessi e con gli altri può contagiare il mondo!

Ed eccolo qui il mio framework. Un framework che parla del PERCHÉ sia importante abbracciare il cambiamento, del COME organizzarsi per farlo e infine del COSA fare.

Che dire, siete pronti per allenarvi a cambiare?

Photo by Jyotirmoy Gupta on Unsplash


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