Il “COME” di Comfort Zone Shake-Up

Inizia Qui

Come ci si allena a cambiare?

Se il “PERCHÉ” di Comfort Zone Shake-Up si fonda sul filtro della crescita personale applicato al cambiamento, che esprimo come “Vorrei poter imparare, migliorare e crescere costantemente;” il “COME” di Comfort Zone Shake-Up rappresenta il mio tentativo di dare una risposta alla domanda:

“Qual è il modo migliore per crescere e migliorare la qualità della nostra vita?”

Ho riflettuto sull’opportunità di inserire l’aggettivo “migliore” dopo la parola “modo” e alla fine, come avete visto, è rimasto un “modo migliore” per crescere e migliorare la qualità della nostra vita. E “migliore” è lì più con l’obiettivo di rinforzare il messaggio che con quello di arrogante presunzione. “Migliore” è rimasto con un significato più relativo che assoluto. La domanda più accurata che ognuno di noi potrebbe farsi è:

“Qual è il modo migliore per me per crescere e migliorare la qualità della mia vita?”

Non propongo ricette magiche e non ho una soluzione valida per tutti. Ho un punto di vista: la nostra individualità rappresenta il punto di partenza del nostro metaforico viaggio alla scoperta di noi stessi e del nostro personale modo di dare valore e significato alla nostra vita. Di quello che troverete in questo sito quindi prendete solo ciò che sentite vostro, va bene così!

Il mio “COME” è lo Shake-Up del tradizionale concetto di Comfort Zone

Comfort Zone Shake-Up è la metafora che ho scelto per parlare del viaggio alla scoperta di noi stessi e della nostra abilità di reagire al cambiamento. Destrutturiamo il concetto, ci servirà per arrivare al come. E partiamo proprio da Shake-Up.

1. Shake-Up

Era il tardo pomeriggio di un venerdì di traffico sulla via del ritorno dal lavoro tra il New Jersey e New York e come al solito stavo rincitrullendo il mio collega e amico Roman parlando di Comfort Zone.

È da uno dei nostri brainstorming, e dal suo punto di vista di millennial americano, che è nato Shake-Up. Quando se n’è uscito con questa parola, intuivo cosa volesse dire ma non è che ne fossi completamente sicura. E la prima immagine che mi si è presentata davanti è stata quella di un milk-shake – rosa, gigante e cremoso – uno dei simboli probabilmente più scontati dell’America per i non americani. Non dimentichiamoci che sono cresciuta guardando Grease, Footloose, e Happy Days.

Shake-Up in inglese significa “a radical reorganization.” Alcuni sinonimi di Shake-Up in linea con ciò che troverete in questo sito sono “innovation, transformation, change, reshaping, renovation, improvement.” In questo progetto Shake-Up non è associato ad un milk-shake e significa proprio ristrutturare, riorganizzare, rinnovare, cambiare, innovare, trasformare, ridisegnare, migliorare, aumentare.

Che cosa? Lo so è super ambizioso ma idealmente la nostra vita, la nostra professione, le nostre abitudini, le nostre varie Zone di Comfort e tutto ciò che vorrete associare al vostro mondo.

E mentre gli americani che leggeranno queste righe scuoteranno la testa domandandosi se sia giusto che io abbia una green card, vi dico che è stata anche la mia non accurata traduzione di Shake-Up a contribuire alla scelta del nome del progetto Comfort Zone Shake-Up.

Infondo per ottenere un buon milk-shake una serie di ingredienti devono passare per una fondamentale fase di “shakeraggio!” E l’ingrediente più importante in questo caso siamo noi.

Dopo aver sdoganato il significato di Shake-Up, non resta che parlare di Zona di Comfort o di Zone di Comfort poiché ne abbiamo molte più di una.

2.Comfort Zone

Sarà che ultimamente sono un po’ di parte. Sarà che il mondo che ci circonda – a causa e grazie anche alla tecnologia – sta cambiando le nostre vite ad una velocità e con una portata mai viste prima d’ora, ma sento sempre più spesso parlare di Comfort Zone.

Per Wikipedia la Zona di Comfort è “una condizione mentale nella quale una persona prova un senso di familiarità, si sente a suo agio e nel pieno controllo della situazione, senza sperimentare alcuna forma di stress e ansia.”

Se su Google provate a digitare Zona di Comfort o in inglese Comfort Zone, trovate – oltre a una marca di creme – tutta una serie di articoli, citazioni, video e immagini evocative di mete da sogno, lanci con il paracadute e imprese memorabili. Tutto molto interessante e – direi ma – quasi unanimemente incentrati sul concetto di dentro e fuori la Comfort Zone appunto. Scommetto che vi sarà capitato di vedere la frase:

“Life begins at the end of the Comfort Zone”

“La vita inizia al di fuori della Comfort Zone”

associata ad immagini più o meno evocative come queste:

That’s fine. Questo va bene come dicono qui in America.

Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di pura ispirazione senza dover pensare troppo al conto da pagare. Abbiamo bisogno di sognare. Dobbiamo farlo. Ci sono momenti nella nostra vita in cui abbiamo bisogno di sentirci invincibili alla conquista di qualcosa completamente al di fuori della nostra Zona di Comfort. Ci sono momenti in cui siamo pronti a buttarci! E allora via si va.

Infondo è stato esattamente così per me quando ormai nel lontano 2005 ho lasciato il mio adorato paesello, per trasferirmi a Milano o quando ho deciso – lo so sono una recidiva – di trasferirmi a New York.

Ci sono però anche momenti – e sono la maggior parte se ci pensate – in cui la vita, quella vera, quella normale, quella di tutti i giorni, semplicemente scorre. E lo fa molto spesso senza chiedere alcun permesso. Lo fa comunque, senza quasi che ce le rendiamo conto focalizzati come solo noi possiamo essere sulla meta da raggiungere o distratti come solo noi possiamo essere dalla sua ricerca.

Ecco a me affascina l’idea di concentrarci proprio qui: sulla nostra vita di tutti i giorni, con la sua routine, le sue problematiche e le sue soddisfazioni. Mi affascina l’idea di dare valore ad ogni minuto, ad ogni ora, ad ogni giorno, imparando, migliorando, crescendo, espandendo la nostra Comfort Zone.

Dopo tutto, ogni settimana arriva con il suo Lunedì da affrontare e salvo rare eccezioni non ci aspetta un lancio con il paracadute. Ci aspetta “solamente” una nuova settimana.

Il “COME” di Comfort Zone Shake-Up

Vi avevo promesso che destrutturando il concetto saremmo arrivati al “COME” di Comfort Zone Shake-Up ed eccoci qui.

Credo sia giunto il momento di fare un po’ di “Shake-Up” e di ristrutturare il tradizionale concetto di Comfort Zone. Credo sia giunto il momento di fare un po’ di “Shake-Up” nella nostra vita di ogni giorno.

Ed è per questo che parlo di Comfort Zone Shake-Up. È tempo di pensare di ESPANDERE la nostra Zona di Comfort. È tempo di iniziare a credere – ma a credere veramente – che dipenda da noi. È tempo di iniziare a farlo ogni giorno partendo dalle piccole cose, quelle che spesso diamo per scontate. E’ tempo di partire da un diverso punto di vista.

“Life begins INSIDE the Comfort Zone”

“La vita inizia DENTRO la Zona di Comfort”

 

Come ci si allena a cambiare?

Espandendo la nostra Comfort Zone. Facendo “Shake-Up.” Vale a dire ristrutturando, riorganizzando, rinnovando, cambiando, innovando, trasformando, ridisegnando, migliorando, aumentando qualche aspetto della vostra vita. Fate vostra la sfumatura che vi piace di più per il contesto che vi interessa di più. Pronti?

Dai che non ve ne siete forse accorti ma abbiamo iniziato.

Tornaniamo per un attimo a parlare di Golden Circle. Siamo partiti con il “PERCHÉ” di Comfort Zone Shake-Up e siamo passati al “COME” di Comfort Zone Shake-Up. Ora non rimane (si fa per dire) di capire “COSA” fare e di chiudere il cerchio.

Curiosi?

PhotoNousha Salimi


Articoli recenti


Categorie


Iscriviti alla newsletter

Articoli recenti:

Lascia un commento